GREDA

GREDA – LA GODURIA DELLA TERRA

“Lavorare la terra è una goduria!”

Cresciuti insieme, vicini di banco, compagni d’avventura, sognando tra una birra e l’altra, progettando il futuro, comuni passioni per poi seguire ognuno la propria strada.

Tre, quattro, cinque, sei anni, una telefonata e tutto riparte… non più ragazzi ma uomini, famiglie,  figli, ma quei sogni, progetti sempre nella testa, con forme diverse è vero ma con la stessa origine: avere le mani in pasta in quello che si fa.

Quattro anni fa’ ho cominciato un lavoro commerciale per un amico, la pubblicità della sua nuova azienda agricola, con il tempo si è trasformato in progetto personale, un luogo dove passare interi pomeriggi per guardare e cercare di raccontare una storia.

La storia di Marco che in anni dove tutti si concentrano e sforzano per rimanere connessi, attuare innovazioni, lui, il mio compagno di scuola, stupisce tutti tornando a lavorare la terra, mettendo le mani in pasta, è faticoso, si suda, il sole scotta e le gambe sù e giù per i colli di Mulazzano, dove sta la sua Greda, diventano pesantissime, ma Marco quasi fosse un mantra continua a ripeterlo: “Lavorare la terra è una goduria!”

Così è stato per me, una goduria guardarlo lavorare, una goduria, poter mettere le mani in pasta, con la mia fotografia, cercare di essere testimone della bellezza di quello che accade, anche di una cosa così innovativa come quella di tornare a fare il contadino.