CRUX
CRUX – MONTEFIORE CONCA
Nel borgo di Montefiore Conca, ogni anno il Venerdì Santo prende forma una delle tradizioni più antiche e suggestive della Valconca: la secolare processione che accompagna il corpo di Cristo dalla croce al sepolcro. Non è la classica Via Crucis, ma un rito che rappresenta la deposizione di Cristo e il suo viaggio dal Golgota al Santo Sepolcro, una tradizione radicata da secoli nella vita del paese.
Questo progetto fotografico nasce da un’osservazione lenta e ripetuta nel tempo. Per tre anni ho seguito la processione e i suoi preparativi, tornando nello stesso luogo e nello stesso momento, cercando di attraversare l’apparenza della rappresentazione per avvicinarmi alla dimensione umana e collettiva del rito.
La notte del Venerdì Santo il borgo si trasforma: fiaccole accese, costumi d’epoca, confraternite incappucciate, bambini e figuranti che incarnano personaggi evangelici attraversano le strade del paese in un’atmosfera sospesa tra teatro, fede e memoria.
In questa sospensione tra sacro e quotidiano si inserisce il mio sguardo.
Le fotografie non cercano di documentare semplicemente l’evento, ma di restituire il tempo della comunità, il peso simbolico dei gesti e la tensione silenziosa che attraversa i volti e i corpi. L’oscurità, la luce delle torce e i movimenti lenti della processione costruiscono un linguaggio visivo che parla di ritualità, appartenenza e trasformazione.
Crux è quindi un lavoro sulla persistenza dei riti e sul modo in cui una comunità continua a raccontare sé stessa attraverso la ripetizione di gesti antichi. Un’indagine fotografica sul confine tra rappresentazione e fede, tra memoria collettiva e esperienza individuale.































